Farina Italiana: Guida Completa alle Migliori Marche e Varietà
Introduzione
La farina derivata dal grano tenero (Triticum aestivum) è senza dubbio la più diffusa e utilizzata nelle cucine italiane[34]. La normativa italiana la classifica in base al grado di abburattamento, ovvero al livello di raffinazione, che determina il contenuto residuo di ceneri (sali minerali) e crusca. Si distinguono così i tipi 00, 0, 1 e 2, ciascuno con caratteristiche e destinazioni d’uso specifiche[4, 35]. Ognuna di queste farine ha un suo perché.
Spiegazione dei diversi tipi di farina di grano tenero
I principali tipi di farina di grano tenero si differenziano come segue:
- Tipo 00: È la farina più raffinata (una farina bianca), ottenuta dalla macinazione della sola parte centrale del chicco (endosperma). Si presenta bianchissima e impalpabile. Ideale per pasticceria fine, pasta fresca all’uovo, besciamella e alcuni tipi di pizza dalla consistenza molto soffice[36]. Questa è spesso chiamata semplicemente farina 00.
- Tipo 0: Leggermente meno raffinata del tipo 00, contiene una minima percentuale di crusca fine. È considerata una farina versatile, adatta alla panificazione comune, alla pizza e a diversi prodotti da forno[37]. Si parla anche di farina di tipo 0.
- Tipo 1: Farina semi-integrale, che conserva una parte maggiore di crusca e germe di grano rispetto alla tipo 0. Ha un colore leggermente più scuro e un sapore più rustico. Indicata per pane, pizza e prodotti da forno integrali[38]. Corrisponde alla farina di tipo 1.
- Tipo 2: Spesso definita semi-integrale, è ancora più ricca di parti cruscali e germe rispetto alla tipo 1. Dona ai prodotti un colore ambrato, un sapore deciso e un elevato contenuto di fibre e vitamine. Ottima per pani rustici e preparazioni sane[39]. È classificata come farina tipo 2.
Caratteristiche delle farine tipo 00, 0, 1 e 2
Ogni tipo di farina presenta caratteristiche peculiari che ne determinano l’attitudine ai diversi impieghi culinari[4, 40]. Le farine di grano tenero, in generale, hanno un contenuto proteico inferiore rispetto alla farina di grano duro e una minore capacità di assorbimento dell’acqua[4, 41]. Le proteine di una farina ne determinano la forza. Le proteine del grano tenero formano un glutine più estensibile e meno tenace, adatto a impasti lievitati soffici. Al contrario, la farina (o meglio, la semola) di grano duro è più ricca di proteine, forma un glutine più tenace ed elastico e assorbe più acqua, rendendola ideale per la pastificazione[4, 41].
La farina integrale, che include anche la tipo 2 come sua versione meno “grezza”, rappresenta la scelta più completa dal punto di vista nutrizionale, poiché contiene l’intero chicco di grano macinato, preservando fibre, vitamine e minerali[5, 42]. Le farine più raffinate (00 e 0) sono più povere di questi nutrienti ma risultano spesso più facili da lavorare per specifiche preparazioni[43].
“La farina di grano tenero è l’elemento base della cucina italiana, versatile e insostituibile per la preparazione di una moltitudine di piatti, dai più semplici ai più raffinati.”[44]
| Tipo di Farina | Proteine | Fibra | Ceneri | Utilizzo Principale |
|---|---|---|---|---|
| Tipo 00 | Basso | Basso | Basso | Pasta fresca, pizza, dolci |
| Tipo 0 | Medio | Medio | Medio | Panificazione, prodotti da forno |
| Tipo 1 | Medio-Alto | Alto | Alto | Pane e prodotti da forno integrali |
| Tipo 2 | Alto | Molto Alto | Molto Alto | Preparazioni alimentari più “sostanziose” |
Farina Integrale
Farina Manitoba
Semola di Grano Duro
Farina di Segale
Farine di Grani antichi
Farine Speciali
Oltre alle farine derivate dal grano (tenero, duro, antico) e dalla segale, il mercato offre oggi una vasta gamma di farine speciali, ottenute dalla macinazione di altri cereali (orzo, mais, riso, avena, farro, miglio), pseudocereali (grano saraceno, quinoa, amaranto) o legumi (farina di ceci, lenticchie). Esiste anche la farina di castagne, usata in preparazioni tradizionali[134].
Queste farine alternative possono essere utilizzate da sole (soprattutto le farine senza glutine per specifiche esigenze dietetiche) o, più frequentemente, in miscela con la farina di grano tenero[135]. Il loro impiego permette di conferire agli impasti caratteristiche particolari: un maggior contenuto di fibra, l’assenza di glutine, profili aromatici distintivi o colorazioni insolite[17, 136].
Farina di Orzo
La farina di orzo, generalmente integrale, è priva di glutine (o ne contiene tracce irrilevanti per la celiachia se non contaminata) ed è una buona fonte di fibre (in particolare betaglucani, noti per i benefici sul colesterolo) e minerali[137]. Viene utilizzata per pani rustici, biscotti e prodotti da forno, spesso miscelata con farina di grano per migliorarne la struttura e il gusto, che risulta leggermente dolce[17, 18, 138].
Farina di Mais
Ingrediente fondamentale per la preparazione della polenta, piatto simbolo della cucina del Nord Italia, la farina di mais è naturalmente priva di glutine[139, 140]. Esiste in diverse granulometrie (bramata, fioretto, fumetto) che ne determinano l’uso. Oltre alla polenta, viene impiegata per pani speciali (es. pane giallo), dolci (es. torta sbrisolona, amor polenta), pastelle per fritture e tortillas[17, 18, 140]. Conferisce agli impasti un colore dorato e un sapore dolce caratteristico.
Farina di Riso
Leggera e delicata, la farina di riso è un’altra opzione naturalmente priva di glutine, molto utilizzata nell’alimentazione per celiaci e nella cucina asiatica[141]. Ricca di amido e povera di grassi, è facilmente digeribile[19, 141]. Si usa per addensare salse e creme, per preparare dolci (es. mochi giapponesi, alcuni tipi di biscotti e torte), gnocchi, tempura e, in miscela con altre farine senza glutine, per pane e prodotti da forno specifici[17, 18, 19, 142]. La farina di farro è un’altra alternativa interessante, e la farina di farro è molto nutriente.
| Tipo di Farina Speciale | Caratteristiche | Utilizzo |
|---|---|---|
| Farina di Orzo | Senza glutine, ricca di fibre e minerali | Pani, biscotti, impasti |
| Farina di Mais | Priva di glutine, dona morbidezza e aroma delicato | Polenta, prodotti da forno |
| Farina di Riso | Senza glutine, ricca di fibre, povera di calorie | Pani, biscotti, dolci (specie senza glutine) |
“Le farine speciali permettono di sperimentare nuovi sapori e soddisfare esigenze alimentari specifiche, arricchendo la tradizione culinaria italiana.”[144]
Le Migliori Marche di Farina Italiana
Il panorama molitorio italiano vanta numerose aziende di eccellenza, capaci di coniugare tradizione e innovazione. Sapere quali sono le migliori farine dipende dall’uso, ma tra le marche più apprezzate per la qualità costante dei loro prodotti si possono menzionare il Mulino Padano, il Molino Grassi e il Molino sul Clitunno[145]. Queste realtà si distinguono per l’accurata selezione delle materie prime (grani nazionali ed esteri), per l’adozione di tecniche di molitura all’avanguardia ma rispettose delle caratteristiche del chicco (alcuni utilizzano ancora la macinazione a pietra per certe linee di prodotto), e per la capacità di offrire una gamma ampia e differenziata di farine, adatte sia all’uso professionale sia a quello domestico[146, 147, 153]. Le migliori farine italiane coniugano qualità e performance.
Mulino Padano
Il Mulino Padano rappresenta una realtà significativa nel settore molitorio italiano[147]. Offre un vasto assortimento di farine, dalla classica Farina di Grano Tenero Tipo 00 alla Farina Integrale di Grano Tenero. Tutte sono ottenute da grani attentamente selezionati e lavorate con processi che ne preservano le qualità organolettiche e tecnologiche[148, 149].
Molino Grassi
Il Molino Grassi si posiziona come leader nella produzione di farine di alta qualità, con un forte orientamento verso il biologico e la sostenibilità[149]. La sua offerta include farine per panificazione, pizzeria e pasticceria, caratterizzate da elevate performance, stabilità e valore nutrizionale, frutto di una filiera controllata e certificata[150].
Molino sul Clitunno
Con una storia che affonda le radici nel passato, il Molino sul Clitunno (situato in Umbria) è rinomato per la produzione di farine di grano tenero di alta gamma[151]. La selezione accurata dei grani e l’esperienza molitoria consolidata permettono di ottenere farine apprezzate dai professionisti per la loro costanza qualitativa e la loro capacità di adattarsi a diverse lavorazioni[152].
Queste aziende, insieme a molte altre realtà artigianali e industriali di valore, contribuiscono a mantenere alto il livello della farina italiana, fornendo a panificatori, pasticceri, pizzaioli e appassionati di cucina prodotti performanti e affidabili[21, 153]. Il confronto delle migliori farine è utile per ogni professionista.
Criteri per Scegliere la Farina Giusta
La scelta della farina più adatta a una specifica preparazione non è banale e richiede la valutazione di alcuni parametri fondamentali, principalmente legati ai valori nutrizionali (che influenzano le caratteristiche tecnologiche) e alla destinazione d’uso prevista[154, 155]. Capire come scegliere la farina è il primo passo per un buon risultato.
Valori Nutrizionali (e Tecnologici)
Il contenuto proteico è uno dei fattori chiave nel determinare la “forza” di una farina, ovvero la sua capacità di sviluppare glutine e resistere alle lunghe lievitazioni[156]. Le farine deboli (es. Tipo 00) hanno generalmente un contenuto proteico basso (attorno al 9-10%)[22, 157]. Le farine medie (es. Tipo 0) si attestano sull’11-12%[22, 157]. Le farine forti (es. Tipo 1, Tipo 2, Manitoba) superano il 12-13%[22, 158]. Questo valore, insieme alla qualità del glutine, influenza la capacità di assorbimento dell’acqua, l’estensibilità e la tenacità dell’impasto[159].
Oltre alle proteine, è importante considerare l’apporto di fibre, vitamine e minerali, soprattutto se si ricerca un prodotto dal profilo nutrizionale più completo[159]. Le farine integrali e Tipo 2 sono le più ricche sotto questo aspetto.
Destinazione d’Uso
La scelta della farina è strettamente legata alla ricetta che si intende realizzare[160].
- Farine Deboli (W 90-180, es. Tipo 00): Ideali per piccola pasticceria (biscotti, pasta frolla), besciamella, cialde, pastelle per friggere, pani a lievitazione molto breve[23, 161, 162].
- Farine Medie (W 180-260, es. Tipo 0, Tipo 1): Versatili, adatte per pane comune, pizza classica, focacce, pasta fresca, alcuni tipi di torte[22, 160, 162].
- Farine Forti (W 280-350, es. Tipo 0, Tipo 1, Manitoba): Necessarie per impasti a lunga lievitazione come pane con lievito madre, pizza in teglia ad alta idratazione, babà, brioche, croissant[22, 160, 163]. Esistono anche farine specifiche per pizza.
- Farine Molto Forti (W > 350, es. Manitoba): Specifiche per grandi lievitati (panettone, pandoro, colomba) o per rinforzare farine più deboli[22, 163].
- Semola di Grano Duro: Indispensabile per pasta secca, ideale per pasta fresca (specie senza uovo), pani regionali (es. Altamura)[161].
- Farine Integrali: Per pani rustici, prodotti da forno integrali, frolle rustiche[158]. La farina integrale dà ottimi risultati.
- Farine Speciali: Per esigenze specifiche (senza glutine) o per conferire sapori/consistenze particolari (mais per polenta, segale per pane nero, ecc.). Ci sono farine specifiche per ogni esigenza.
In conclusione, scegliere la farina giusta significa comprendere le sue caratteristiche intrinseche (valori nutrizionali e forza) e metterle in relazione con la destinazione d’uso[164]. Solo così si possono ottenere i migliori risultati in cucina, valorizzando al meglio ogni preparazione[22, 23, 165]. La quantità di farina è anch’essa importante nella ricetta.
Conservazione della Farina
Una corretta conservazione della farina è essenziale per preservarne la freschezza, le proprietà nutrizionali e le caratteristiche tecnologiche nel tempo[166]. Le regole fondamentali sono semplici ma importanti.
È cruciale conservare la farina in un luogo fresco, asciutto e ben ventilato, al riparo da fonti di calore, umidità eccessiva e luce solare diretta[24, 167, 174]. L’umidità favorisce la formazione di muffe e l’irrancidimento dei grassi presenti nel germe (soprattutto nelle farine integrali), mentre il calore accelera questi processi e può danneggiare le proteine.
Durante i mesi estivi, è consigliabile trovare il luogo più fresco della casa, magari una dispensa ben isolata, controllando il tasso di umidità[24, 168]. In inverno, le condizioni ambientali sono generalmente più favorevoli[24, 169].
È importante mantenere la confezione originale ben chiusa dopo l’uso, o trasferire la farina in contenitori idonei (preferibilmente di vetro o ceramica con buona chiusura, ma non ermetica per permettere alla farina di “respirare”), per proteggerla da aria, odori esterni e, soprattutto, da insetti infestanti come le comuni farfalline degli alimenti[24, 170, 171]. Un rimedio tradizionale per prevenire le infestazioni è inserire una foglia di alloro secca all’interno del contenitore[24, 173].
Evitare di conservare la farina vicino a prodotti dall’odore forte (detersivi, spezie intense) che potrebbero contaminarla[24, 172]. Sono assolutamente sconsigliati il frigorifero e il congelatore, così come i sacchetti di plastica o nylon, poiché l’eccessiva umidità e le basse temperature possono alterare irrimediabilmente le proprietà della farina[24, 173].
Rispettando queste semplici norme – luogo fresco, asciutto, buio e protetto – la farina italiana manterrà intatte le sue qualità per diversi mesi, garantendo ottimi risultati nelle preparazioni culinarie[24, 175].
La Farina nella Cucina Regionale Italiana
L’impiego della farina nella cucina italiana non è uniforme su tutto il territorio, ma riflette le diverse tradizioni agricole, climatiche e culturali delle singole regioni[25, 176]. La scelta del tipo di farina (farina di grano tenero, farina di grano duro, farina di mais, di grani antichi) è spesso legata a preparazioni specifiche che definiscono l’identità gastronomica locale[25, 177, 178, 185].
Nord Italia
Nelle regioni settentrionali, storicamente più legate alla coltivazione del grano tenero e del mais, prevale l’uso della farina di grano tenero per la preparazione di pasta fresca all’uovo (tagliatelle, lasagne, tortellini emiliani), gnocchi di patate (che richiedono farina per l’impasto), e una vasta gamma di dolci, torte, focacce e biscotti[25, 179, 180]. La farina 00 e la 0 sono le più impiegate per queste preparazioni[25, 180]. La farina di mais è invece protagonista indiscussa della polenta, piatto iconico in molte varianti regionali.
Centro Italia
Nel Centro Italia, pur con significative variazioni locali, si osserva un uso più bilanciato tra farina di grano tenero e semola di grano duro[25, 181]. La prima è usata per pani locali, pizze al taglio e dolci tradizionali, mentre la semola è spesso preferita per formati di pasta fresca senza uovo (es. pici toscani, strozzapreti) o per pani a pasta dura[25, 182].
Sud Italia
Le regioni meridionali e le isole sono tradizionalmente legate alla coltivazione del grano duro. Di conseguenza, la semola di grano duro (anche rimacinata) è l’ingrediente principale per la pasta secca, per moltissimi formati di pasta fresca (es. orecchiette pugliesi, cavatelli), e per pani caratteristici a crosta spessa e mollica compatta (es. pane di Matera, pane di Altamura)[25, 181, 182]. Recentemente, si assiste anche a una forte valorizzazione delle farine ottenute da grani antichi locali, come il Senatore Cappelli in Puglia e Basilicata o la Timilia in Sicilia, utilizzate per pani e paste dal sapore autentico e dal valore nutrizionale superiore[25, 183].
| Produttore | Prezzo | Valore Energetico | Grassi | Carboidrati | Proteine |
|---|---|---|---|---|---|
| AGUGIARO & FIGNA MOLINI | €1.45/kg[184] | 1437 Kj / 339 kcal[184] | 0.9g[184] | 72g[184] | 10g[184] |
La farina, in tutte le sue declinazioni, si conferma così come un ingrediente fondamentale che non solo dà struttura ai piatti, ma racconta anche la storia, la geografia e le tradizioni delle diverse Italie culinarie[25, 185].
Conclusione
Questa guida ha offerto una panoramica sul variegato mondo della farina italiana, esplorandone le principali tipologie: dalle classiche farine di grano tenero (00, 0, 1, 2, integrale) alla semola di grano duro, dalla Manitoba alla farina di segale, fino alla riscoperta dei grani antichi e all’utilizzo delle farine speciali[187, 188]. Ogni tipo di farina ha le sue peculiarità.
È emerso come la scelta della farina giusta sia cruciale per la riuscita di ogni ricetta e debba basarsi su una valutazione attenta dei valori nutrizionali (in particolare il contenuto proteico, che determina la “forza”) e della specifica destinazione d’uso[26, 189]. Comprendere le caratteristiche di farine deboli, medie, forti e speciali, inclusi i relativi tempi di lievitazione e la capacità di sviluppare glutine, è fondamentale per ottenere i risultati desiderati[27, 190, 191].
Sono state inoltre menzionate alcune delle migliori marche italiane e forniti criteri pratici per orientarsi nella scelta e nella corretta conservazione del prodotto[192]. Questa conoscenza permette non solo di eseguire al meglio le ricette della tradizione, ma anche di sperimentare con consapevolezza nuove preparazioni[193].
Approfondire la conoscenza della farina significa, in definitiva, valorizzare un ingrediente essenziale della nostra cultura alimentare e apprezzare ancora di più la ricchezza e la diversità della tradizione culinaria italiana[194].
FAQ – Domande Frequenti sulla Farina
(Nota: questa sezione risponde alle domande più frequenti sulla farina)
Quali sono i diversi tipi di farina di grano tenero e le loro caratteristiche?
Esistono diversi tipi di farina di grano tenero, classificati in base al grado di raffinazione: Tipo 00 (la più raffinata, bianca, per dolci e pasta fresca), Tipo 0 (leggermente meno raffinata, versatile per pane e pizza), Tipo 1 (semi-integrale, più sapore e fibre, per pane rustico), Tipo 2 (semi-integrale scura, ricca di fibre, per pani rustici e prodotti salutistici)[196]. Minore è il numero, maggiore è la raffinazione e minore il contenuto di fibre e minerali[197].
In cosa si differenzia la farina integrale dalle altre?
La farina integrale è ottenuta dalla macinazione dell’intero chicco di grano, mantenendo crusca, germe ed endosperma[198]. Di conseguenza, è più scura, ha una consistenza più granulosa, un sapore più rustico e un profilo nutrizionale molto più ricco di fibre, vitamine e sali minerali rispetto alla farina raffinata[199].
Perché la farina manitoba è considerata la “farina di rinforzo”?
La farina Manitoba deriva da un grano tenero particolarmente ricco di proteine capaci di sviluppare un glutine molto forte e resistente[201]. Questa “forza” le permette di assorbire molta acqua e di sostenere lunghe lievitazioni, rendendola ideale per grandi lievitati (panettone, pandoro) o per “rinforzare” impasti fatti con farine più deboli[202].
Qual è la differenza tra farina di grano tenero e semola di grano duro?
La farina di grano tenero si ottiene dal grano tenero, è più bianca e fine, con un glutine estensibile adatto a pane e dolci[204]. La semola si ottiene dal grano duro, è più gialla e granulosa, con un glutine tenace ed elastico, ideale per la pasta (soprattutto secca) perché garantisce ottima tenuta in cottura[204, 205].
Quali sono le caratteristiche della farina di segale?
La farina di segale ha un contenuto di glutine inferiore a quello del grano, ma è molto ricca di fibre solubili e insolubili[206]. Conferisce ai prodotti un sapore caratteristico, leggermente acidulo, un colore scuro e un elevato potere saziante[206]. È l’ingrediente base del tradizionale “pane nero” diffuso nel Nord Europa e in alcune zone alpine italiane[207].
Quali sono le farine ottenute da grani antichi e quali sono le loro caratteristiche?
Le farine da grani antichi derivano da varietà di cereali coltivate in passato e oggi riscoperte, come Senatore Cappelli (grano duro), Khorasan (Kamut®), Verna, Gentil Rosso, Timilia (grani teneri o duri a seconda della varietà)[209]. Spesso coltivate con metodi biologici, queste farine sono apprezzate per i sapori più intensi, profili nutrizionali specifici e, talvolta, per una presunta maggiore digeribilità (non legata al glutine per i celiaci)[210].
Quali sono alcune farine speciali oltre a quella di grano?
Oltre al grano e alla segale, esistono numerose farine speciali: farina di mais (per polenta, dolci, pani senza glutine), farina di riso (leggera, senza glutine, per dolci e addensante), farina di orzo (ricca di fibre), farina di farro, avena, grano saraceno (senza glutine), quinoa, amaranto, farina di ceci e farina di castagne, usate per preparazioni specifiche o per arricchire il valore nutrizionale[211, 212, 213].
Quali sono le migliori marche di farina italiana?
Il mercato italiano offre molte marche di qualità. Tra le più note e apprezzate, si possono citare Mulino Padano, Molino Grassi e Molino sul Clitunno, riconosciute per la selezione delle materie prime e l’affidabilità dei processi produttivi[214, 215].
Quali sono i criteri da considerare nella scelta della farina?
La scelta dipende da due fattori principali: valori nutrizionali (contenuto proteico/forza, fibre, minerali) e destinazione d’uso[217]. Per dolci e lievitazioni brevi servono farine deboli (00, 0); per pane e pizza classica, farine medie (0, 1); per lunghe lievitazioni, farine forti (Manitoba, 0 o 1 forti); per pasta secca, semola di grano duro; per un maggior apporto nutrizionale, farine integrali o Tipo 2[217, 218]. Considerare la forza di una farina (indice W) è fondamentale per gli impasti lievitati.
Come si conserva correttamente la farina?
La farina va conservata in un luogo fresco (idealmente sotto i 20°C), asciutto (bassa umidità), ben aerato e al riparo dalla luce diretta[219]. È bene tenerla in contenitori ben chiusi (ma non ermetici) per proteggerla da odori e insetti. Consumare preferibilmente entro la data di scadenza indicata sulla confezione[220].
Come varia l’utilizzo della farina nelle diverse regioni italiane?
L’uso della farina riflette le tradizioni regionali[221]. Al Nord prevale la farina di grano tenero (pasta all’uovo, dolci) e quella di mais (polenta). Al Centro si usano sia grano tenero sia semola. Al Sud e nelle Isole domina la semola di grano duro (pasta secca e fresca, pane) e si valorizzano i grani antichi locali[221, 222, 223]. Ogni 100 g di farina racconta una storia diversa a seconda della regione.
Link alle fonti
- Farine per pasta fresca: la guida completa | Mulino Padano – https://www.mulinopadano.it/blog/approfondimenti/farine-pasta-fresca/
- Farina – https://it.wikipedia.org/wiki/Farina
- Farina – https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/f/farina
- Che differenza c’è tra Grano Duro e Grano Tenero – https://www.mulinovaldorcia.it/che-differenza-ce-tra-grano-duro-e-grano-tenero/
- Farina di grano tenero – https://www.humanitas.it/enciclopedia/alimenti/carboidrati/farina-di-grano-tenero/
- Farina di Grano Tenero Integrale | Autentica Farina Integrale di Qualità Superiore – https://www.agricolapiano.com/it/eviva-la-farina/139-integrale-farina-di-grano-tenero-italiana-per-pane-biscotti-e-pasta-frolla-integrale-vera-professionale-senza-additivi-8056477660447.html
- FARINA INTEGRALE DI GRANO TENERO KG 1 – https://www.ilciliegio.com/it/farina-integrale-di-grano-tenero-kg-1
- Farina manitoba – https://it.wikipedia.org/wiki/Farina_manitoba
- Farina Manitoba: che cos’è e come si usa? – https://www.molinosquillario.it/approfondimenti/farina-manitoba-caratteristiche-proprieta-utilizzi/
- Che differenza c’è tra farina e semola? – https://www.mulinovaldorcia.it/che-differenza-ce-tra-farina-e-semola/
- Che differenza c’è tra farina e semola? – Il Blog di Agricola Piano, Ricette facili e Veloci e News sul Mondo Gastronomico – https://www.agricolapiano.com/blogpiano/che-differenza-c-e-tra-farina-e-semola/
- FARINA DI SEGALE INTEGRALE – https://shop.molinopeila.it/it/segale-e-farro/70-farina-di-segale-integrale.html
- Farina di Segale – https://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/farina-di-segale.html
- Farina di segale – Cure-Naturali.it – https://www.cure-naturali.it/enciclopedia-naturale/alimentazione/nutrizione/farina-segale.html
- Farine di grani antichi, quali sono e come usarle in cucina – https://www.sicilyaddict.it/blogs/blog/farine-grani-antichi
- Farine di grani antichi: cosa sono, 6 motivi per sceglierle – https://www.molinosquillario.it/approfondimenti/farine-grani-antichi-cosa-sono/
- Farine Speciali per Pane Pizza Dolci – Compra Online – https://www.molinobassini1899.it/prodotti/farina/farine-speciali.html
- Farine per Dolci Speciali – https://www.alcioccolato.com/Farine-39
- Farine Speciali – Molino Sima – https://www.molinosima.it/it/le-farine/speciali
- Farine e semola, i migliori in Vendita – https://www.foodu.it/miglior/farine-e-semola
- Migliore Farina Italiana Online | Grandi Molini Italiani – https://www.grandimolini.it/
- Forza della farina: quella giusta per il suo impasto – Vinhood – https://www.vinhood.com/magazine/ricerca-sul-gusto/forza-della-farina-quella-giusta-per-il-tuo-impasto/
- Farina: come scegliere quella giusta – https://www.misya.info/guide/farina-come-scegliere-quella-giusta
- Come conservare la farina: consigli e suggerimenti – https://www.molinomoras.it/blogs/consigli-e-benessere/come-conservare-la-farina
- Tipi di farina: proprietà e utilizzi – https://www.lacucinaitaliana.it/article/farina-tipi/
- Alimentari e cura della casa – https://www.amazon.it/Conclusione-fresatura-farina-frumento-sacchi/dp/B00BYQLTAE
- La farina – https://visiniriccardo.wixsite.com/andreaelauretta/post/la-farina













