Vi diamo il benvenuto al blog del Carugio a Portovenere parlando della Cima alla Genovese! Siamo entusiasti di cominciare questa rubrica dedicata ai piatti tipici della Liguria con un piatto della tradizione a base di carne che racconta il rapporto profondo tra Portovenere e il suo territorio.
La Cima alla Genovese è molto più di un semplice piatto; rappresenta l’anima della cucina ligure e secoli di tradizione gastronomica. Questo secondo piatto ripieno, preparato con una tasca di vitello farcita con ingredienti semplici ma saporiti, è un vero e proprio simbolo culturale che ha ispirato canzoni e tradizioni familiari.
Per approfondire la storia e la ricetta di questo piatto tradizionale, potete visitare questo articolo che racconta la sua storia e la sua preparazione.
Punti Chiave
- La Cima alla Genovese è un secondo piatto ripieno che rappresenta la tradizione ligure.
- È preparata con una tasca di vitello farcita con ingredienti semplici.
- È un simbolo culturale che ha ispirato canzoni e tradizioni.
- La sua preparazione è laboriosa e richiede cura nei dettagli.
- È tipicamente servita a temperatura ambiente.
La Storia e le Tradizioni della Cima alla Genovese

La Cima alla Genovese è un piatto che racconta la storia della Liguria attraverso la sua ricetta e i suoi rituali. Questo piatto genovese non è solo una delizia culinaria, ma anche un simbolo della tradizione e della cultura locale.
Dalle Cucine Povere alla Tavola della Festa
La Cima alla Genovese ha origini umili, nate nelle cucine povere dove si utilizzavano gli ingredienti disponibili per creare un pasto nutriente e saporito. Con il tempo, questo piatto è diventato un protagonista delle tavole festive, simbolo di abbondanza e generosità.
La sua evoluzione da piatto povero a centro della tavola della festa riflette la capacità della cucina ligure di trasformare la semplicità in qualcosa di straordinario. Vi racconterò come questo piatto sia diventato un elemento fondamentale nelle celebrazioni familiari e come la sua preparazione sia considerata un atto d’amore.
- La Cima alla Genovese è un esempio di come la cucina possa raccontare la storia di un territorio.
- Questo piatto è un simbolo della tradizione culinaria ligure, capace di unire le persone intorno alla tavola.
La Cima nella Cultura Popolare: De André e i Rituali Scaramantici
La Cima alla Genovese ha ispirato anche la cultura popolare, come dimostra la canzone “A Cimma” di Fabrizio De André e Mauro Pagani, che racconta poeticamente la preparazione di questo piatto e i rituali che lo accompagnano.
La preparazione della Cima è circondata da rituali scaramantici, come posizionare la scopa sotto la cappa per allontanare le streghe e alzarsi all’alba per iniziare la preparazione. Questi gesti servono a scongiurare il rischio che la Cima si rompa durante la cottura, dimostrando come questo piatto sia circondato da un’aura quasi magica nella tradizione popolare genovese.
Secondo la tradizione, spetta allo scapolo di casa l’onore di tagliare per primo la Cima, un privilegio che sottolinea l’importanza di questo piatto nella cultura familiare ligure.
Gli Ingredienti Autentici per una Perfetta Cima alla Genovese

Una cima alla genovese perfetta inizia con la selezione degli ingredienti più freschi e di alta qualità. La scelta degli ingredienti giusti è fondamentale per creare un piatto che sia veramente autentico e delizioso.
La Scelta della Carne: Pancetta o Petto di Vitello
La carne di vitello è l’ingrediente principale della cima genovese. La scelta tra pancetta e petto di vitello dipende dalle vostre preferenze personali e dal tipo di ripieno che desiderate creare. Il petto di vitello è più magro e tenero, mentre la pancetta può aggiungere un tocco di grasso che rende il piatto più saporito.
| Tipo di Carne | Caratteristiche |
|---|---|
| Petto di Vitello | Magro e tenero |
| Pancetta | Più grassa e saporita |
Il Ripieno Tradizionale: Dal Quinto Quarto alle Versioni Moderne
Il ripieno della cima è un mix di ingredienti che può variare a seconda delle ricette e delle preferenze personali. Tradizionalmente, il ripieno include il quinto quarto del vitello, ovvero le parti meno nobili ma altrettanto gustose. Le versioni moderne possono includere ingredienti come verdure, formaggio e erbe aromatiche.
- Verdure come piselli e carote aggiungono colore e sapore
- Il formaggio grattugiato dona sapidità e contribuisce a legare gli ingredienti
- Le erbe aromatiche sono l’anima della cima genovese
Le Erbe Aromatiche e i Sapori della Liguria
Le erbe aromatiche sono fondamentali per creare il caratteristico sapore della cima alla genovese. La maggiorana, il prezzemolo e le bietoline giovani sono solo alcune delle erbe che possono essere utilizzate. L’olio extravergine d’oliva ligure è un altro ingrediente essenziale che lega tutti i sapori del ripieno.
Utilizzare erbe fresche quando possibile può fare una grande differenza nel sapore finale del piatto. La differenza di sapore rispetto a quelle essiccate è notevole e contribuisce a creare quel profumo inconfondibile che caratterizza la vera cima alla genovese.
Preparazione della Cima alla Genovese: Passo dopo Passo

Preparare la Cima alla Genovese è un’arte che richiede pazienza e attenzione ai dettagli. In questa sezione, vi guiderò attraverso i passaggi fondamentali per creare una Cima alla Genovese autentica e deliziosa.
La Preparazione della Tasca di Vitello
La prima fase nella preparazione della Cima alla Genovese consiste nel preparare la tasca di vitello. È essenziale scegliere una buona qualità di carne e prepararla con cura. La tasca di vitello deve essere pulita e privata di eventuali residui per garantire una cottura uniforme.
Una volta preparata la tasca, è importante stenderla in modo che sia pronta per essere riempita. Questo passaggio richiede delicatezza per non danneggiare la carne.
Come Preparare il Ripieno Equilibrato
Il ripieno è il cuore della Cima alla Genovese. Per preparare un ripieno equilibrato, è fondamentale selezionare ingredienti freschi e di qualità. La combinazione di carne, verdure, e spezie deve essere armoniosa e bilanciata.
Un consiglio pratico: utilizzate una caraffa per versare il composto nella cima e ripulite il contenitore con poco latte per non sprecare nulla. Questo trucco aiuta a mantenere il ripieno cremoso e saporito.
| Ingredienti | Quantità |
|---|---|
| Carne di vitello | 1 kg |
| Verdure miste | 200 g |
| Spezie | a piacere |
L’Arte della Cucitura: Tecniche e Consigli Pratici
L’arte della cucitura è fondamentale per la riuscita della Cima alla Genovese. Utilizzare ago e filo da cucina per chiudere la tasca di vitello ripiena è un passaggio cruciale. La tecnica tradizionale prevede di lasciare inizialmente un’apertura per inserire il ripieno e poi completare la chiusura con punti ravvicinati e regolari.
Un consiglio prezioso: utilizzate un filo di cotone spesso e un ago da lana per facilitare il lavoro. Assicuratevi che i punti siano abbastanza stretti da non far fuoriuscire il ripieno durante la cottura. Dopo aver riempito e cucito la cima, adagiatela su un tagliere e massaggiatela delicatamente per distribuire uniformemente il ripieno.
Non preoccupatevi se notate una leggera fuoriuscita di liquido dalle cuciture: è normale e arricchisce il brodo di cottura con i sapori del ripieno. Seguendo questi passaggi e consigli, potrete creare una Cima alla Genovese autentica e gustosa, degna di essere servita in qualsiasi occasione speciale.
La Cottura della Cima alla Genovese: Segreti e Rituali

La cottura della Cima alla Genovese è un’arte che richiede attenzione ai dettagli e pazienza. Una volta preparata la tasca di vitello e il ripieno, è il momento di procedere con la cottura, un passaggio fondamentale per ottenere un risultato perfetto.
Il Brodo Aromatico e i Tempi di Cottura
La Cima alla Genovese va cotta in un brodo aromatico preparato con cura. Il brodo deve essere ricco di verdure e aromi per conferire alla carne un sapore intenso. Il tempo di cottura varia a seconda delle dimensioni della Cima, ma generalmente richiede diverse ore. Vi consiglio di cuocerla in una pentola capiente, coperta con acqua bollente e lasciata sobbollire lentamente. Per una Cima di medie dimensioni, potete considerare un tempo di cottura di circa 3 ore. Durante questo periodo, è importante controllare regolarmente il livello del brodo e aggiungere acqua se necessario.
| Dimensioni della Cima | Tempo di Cottura |
|---|---|
| Piccola | 2 ore |
| Media | 3 ore |
| Grande | 4 ore |
I Trucchi per Evitare Rotture: L’Importanza delle Punzecchiature
Durante la cottura, è fondamentale evitare che la Cima si rompa. Un trucco efficace è quello di punzecchiare la superficie con un ago per permettere la fuoriuscita dell’aria in eccesso. Questo semplice accorgimento aiuta a mantenere l’integrità della carne e a prevenire rotture. Inoltre, assicuratevi che la Cima sia completamente immersa nel brodo per una cottura uniforme.
Il Riposo e la Pressatura: La “Cima in Caregoia”
Dopo la cottura, la Cima genovese richiede una fase altrettanto importante: il riposo e la pressatura, conosciuta in dialetto come “cima in caregoia.” Questo passaggio è fondamentale per ottenere la giusta consistenza. Una volta cotta, scolate la Cima dal brodo e disponetela su un contenitore piano. Posizionate un peso, come un mortaio di marmo o un tagliere pesante, sulla sommità per compattare il ripieno e far fuoriuscire l’aria e il brodo in eccesso. Lasciate riposare sotto peso per almeno una notte in frigorifero. Il giorno dopo, liberate la Cima e versate la gelatina formatasi nel brodo. Per ulteriori dettagli sulla ricetta e i rituali della Cima alla Genovese, potete visitare questo link.
Questo processo di riposo e pressatura distingue una Cima genovese perfetta da una mediocre. La pazienza viene premiata con fette compatte che non si sbriciolano al taglio e mantengono intatto tutto il sapore.
Conclusione: Come Servire e Gustare la Cima alla Genovese
La Cima alla Genovese è un piatto che merita di essere riscoperto e gustato in tutta la sua complessità. Questo secondo piatto ripieno è una vera e propria icona della cucina ligure, capace di deliziare le tavole in ogni stagione.
Tradizionalmente, la Cima alla Genovese viene servita a temperatura ambiente, tagliata in fette dello spessore di circa 1,5 centimetri. Potete accompagnarla con contorni leggeri come verdure di stagione o insalata fresca, che bilanciano perfettamente la ricchezza del piatto principale.
Per esaltare il gusto delicato della Cima, vi suggerisco di preparare una classica salsa verde con prezzemolo, aglio, capperi e acciughe. Inoltre, la Cima ripiena è estremamente versatile: potete servirla calda in inverno con il suo brodo di cottura, o fredda in estate come piatto unico per un picnic o una gita.
Per ulteriori ricette e varianti, potete visitare la nostra pagina sulla Cima alla Genovese, dove troverete una ricetta dettagliata e consigli utili per una preparazione perfetta.
FAQ
Qual è il tempo di cottura ideale per la Cima?
Il tempo di cottura può variare a seconda delle dimensioni della Cima, ma generalmente si consiglia di cuocerla per circa 2-3 ore in un brodo aromatico.
Come posso evitare che la Cima si rompa durante la cottura?
Per evitare rotture, è importante punzecchiare la superficie della Cima con un ago e assicurarsi che sia completamente immersa nel brodo.
Posso utilizzare ingredienti diversi per il ripieno?
Sì, è possibile personalizzare il ripieno con ingredienti diversi, ma è importante mantenere un equilibrio tra i sapori e le texture.
Qual è il modo migliore per servire la Cima?
La Cima viene tradizionalmente servita fredda, affettata e accompagnata da verdure o contorni.
Posso preparare la Cima in anticipo?
Sì, la Cima può essere preparata in anticipo e conservata in frigorifero per alcune ore prima di essere servita.
Come posso conservare gli avanzi di Cima?
Gli avanzi di Cima possono essere conservati in frigorifero per alcuni giorni e serviti freddi o riscaldati leggermente.













